Prosegue il dibattito tra gli schieramenti sulla riforma della giustizia.Oltre al lodo Alfano bis, per sospendere i processi alle quattro massime cariche dello Stato (e forse anche ai ministri), il Governo sta studiando anche uno scudo per tutti i parlamentari. Ecco le principali proposte emerse dal dialogo tra maggioranza, opposizione e Csm.
Lodo bis e immunità
Per il ministro della Giustizia, Angelino Alfano (Pdl), non c’è un bivio tralodo bis costituzionale e immunità parlamentare. Si possono fare entrambe le riforme. Alfano ritiene che si debba ritornare, con dovute modifiche, all’articolo 68, abolito nel 1993. “Un’ipotesi sulla quale stiamo lavorando è quella di fare entrambe (le riforme, ndr)”, ha spiegato. Per quanto concerne il processo breve, il ministro ha aggiunto che ”non ha nessuna urgenza di essere approvato però abbiamo intenzione di mantenere saldo il principio che i cittadini debbano sapere un momento in cui si è dichiarati innocenti o colpevoli”, ha aggiunto, sottolineando che più che di “processo breve” sarebbe meglio parlare di “periodo certo per lo svolgimento dei processi”.
Immunità e nuova legge elettorale
Secondo la presidente della Commissione Giustizia alla Camera, Giulia Bongiorno (Pdl), è opportuno reintrodurre l’immunità per i parlamentari, ma con alcuni paletti: “Preferisco evitare gli scontri e, quindi, opterei per un’immunità rigorosa con alcuni paletti: un’immunità che marci parallela a una nuova legge elettorale, che non preveda coperture per i reati contestati prima dell’assunzione del mandato parlamentare, che renda giudicabile il soggetto al termine dei suoi incarichi”.
Immunità, ma con quorum del 65%
Il primo sì all’immunità con i paletti arriva da Nicola Mancino, vicepresidente del Csm: “La proposta dovrà arrivare dal Parlamento e non dal Governo, si dovrà prevedere una maggioranza qualificata, oscillante tra il 60 e il 65%, per respingere le richieste di autorizzazione a procedere e i magistrati dovranno avere la possibilità di andare avanti con le indagini”.
Road map entro agosto 2011
Secondo Luciano Violante, responsabile del Partito democratico per le riforme dello Stato, il Pd vede la possibilità di “un percorso condiviso da completare entro agosto 2011″, ovvero entro i limiti della legge “ponte” che introduce il legittimo impedimento, e apprezza i paletti posti da Giulia Bongiorno alla improcedibilità degli onorevoli. Una legge, spiega, che “deve valere per un solo mandato”, che “non può coprire i reati commessi prima dell’incarico” e che “può essere concessa solo a maggioranza qualificata”. Così ridotta “si potrebbe applicare anche a premier e ministri”.
IMPATTO UMANO SULLA TERRA