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L’Europa pensa a un rilancio del settore automobilistico puntando sull’elettrico. Ma solo se a far girare i motori sarà l’energia che arriva da sole, vento e altre fonti pulite. Altrimenti il rischio è quello di aumentare le emissioni di carbonio

Con l’industria dell’auto in piena crisi e a caccia di incentivi, l’Europa pensa ad un rilancio del settore puntando sulle vetture elettriche. Ma solo se a far girare i motori sarà l’energia che arriva da sole, vento e altre fonti pulite della natura, le quattro ruote saranno veramente amiche dell’ambiente e daranno una mano contro l’emergenza clima. Altrimenti, il rischio è quello di aumentare le emissioni di carbonio. Sono queste le conclusioni dell’ultimo rapporto commissionato alla CE Delft da Greenpeace, Amici della terra Europa e Trasporti&Ambiente, pubblicato in occasione della riunione informale dei ministri dell’Industria Ue oggi a San Sebastian, che dovrebbe annunciare un piano di azione Ue per le auto elettriche.

Secondo lo studio, se le vendite di auto elettriche aumentassero fino a raggiungere quota 10% del totale, questo potrebbe portare una crescita del 20% del consumo di petrolio e delle emissioni di CO2 del settore auto dell’Ue. E proprio i trasporti sono un tasto dolente in Europa, visto che è il settore con la maggiore crescita di gas serra nei 27 Stati membri: dal 1990 le sue emissioni sono cresciute del 38%. Per non appesantire questo bilancio, gli ambientalisti chiedono all’ Ue di correggere la legislazione sui “super-crediti”, che consente ai costruttori di mettere sul mercato 3,5 auto più inquinanti per ciascuna auto elettrica venduta, senza un impatto sul target complessivo delle emissioni. Ma mettere sulle strade più elettriche senza nuove regole ‘verdi’ significa aumentare la produzione di elettricità da carbone e da nucleare. Per questo, secondo gli ambientalisti, occorre anche che ciascun Paese ritocchi al rialzo i suoi obiettivi di produzione di rinnovabili, per assicurarsi che le nuove auto in circolazione siano effettivamente ‘ a emissioni zero’.
“Perché le auto elettriche siano parte del passaggio ad un modello di trasporto poì sostenibile – spiega Sonja Meister, di Amici della Terra Europa – vanno associate all’impegno di assicurare che cammineranno grazie alle energie rinnovabili”.

Un’altra ricetta proposta dagli ambientalisti per rendere ancora più verdi le auto elettriche è quella di dotare le eco-auto di sistemi di ricarica ‘intelligenti’, che si attivano quando in rete c’è una maggiore produzione di energia verde. E per ricaricare la tecnologia dovrà essere uguale in tutta Europa, per non finire come è successo con i cellulari, con caricabatterie di tutte le fogge. “Abbiamo bisogno di veicoli elettrici intelligenti – aggiunge Franziska Achterberg – che interagiscano con reti elettriche intelligenti, così le auto possono ricaricarsi con energia verde. Veicoli ’stupidi’ attaccati ad una rete elettrica ’stupida’ aumenterebbero solo la domanda di carbone e nucleare, portandoci lontano da un futuro ad energia sostenibile”.

Ma quanto piacciono le auto ecologiche in Italia? Secondo i dati Unrae, l’associazione che rappresenta le case estere in Italia, nel 2009 rispetto al passato c’é stato un boom di vendite, quadruplicate (+202,6%) rispetto al 2008, soprattutto di vetture a Gpl, poi metano, quindi ibride, ad etanolo, e una minima parte di elettriche. Per avere un vero e proprio impatto sul parco circolante di auto ibride, secondo gli esperti, si parla di aspettare almeno dieci, quindici anni. E le elettriche? Manca ancora una rete di ricarica.

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